Ercolano dice no alla camorra

Passeggiata in città per sensibilizzare i commercianti. Uniti si sconfigge l’illegalità

A Natale la criminalità organizzata era tra i negozi di Ercolano a chiedere il pizzo, adesso ci sono le istituzioni, i vertici della magistratura e delle forze dell’ordine, la politica sana. Vogliamo raccontare ai nostri giovani che il passato di camorra è alle nostre spalle e il futuro di Ercolano sta nel turismo, nella cultura e nella legalità. E la giornata di oggi vuol essere di esempio per tutti perché uniti si sconfigge la malavita organizzata.

Oggi 9 dicembre, Giornata internazionale contro la corruzione, commemorata in riconoscimento della “Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione” firmata in Messico nel 2003, ad Ercolano siamo scesi in strada per dire no alla criminalità organizzata. L’abbiamo fatto tutti insieme, così come tutti insieme abbiamo voluto ringraziare il maresciallo capo dei Carabinieri, Angelo Disanto per l’impegno profuso nella lotta alle estorsioni e alla camorra.

Il mio intervento alla trasmissione radiofonica Che Giorno E’ in onda sulle frequenze di Radio1

RASSEGNA STAMPA E VIDEO

Tg3 Campania delle ore 14.00 del 9 dicembre 2021

Tg3 Rai ore 14.20 del 9 dicembre 2021

Ansa

Antiracket, una targa al maresciallo capo Disanto A Ercolano, uniti contro la camorra
09 Dicembre , 14:02 (ANSA) – ERCOLANO (NAPOLI), 09 DIC
– Una targa di riconoscimento al maresciallo capo dei Carabinieri, Angelo Disanto per l’impegno profuso nella lotta alle estorsioni e alla camorra è stata consegnata, questa mattina, dall’associazione Antiracket Fai e dal Comune di Ercolano nel corso di una cerimonia in Municipio – nel rispetto delle norme anticovid – alla presenza delle forze dell’ordine, di imprenditori e commercianti liberatisi dal giogo del racket. Disanto, oggi comandante di stazione a Gragnano, è stato in servizio alla caserma di Torre del Greco e ha contribuito a smantellare i due clan rivali Birra – Iacomino e Ascione -Papale che, negli anni dal 2006 al 2010, con attività illecite ed estorsioni hanno messo in ginocchio il commercio, insanguinando le strade della città degli Scavi con ferimenti e agguati mortali. A consegnare la targa il sindaco Ciro Buonajuto e il presidente dell’antiracket di Ercolano, Pasquale del Prete. ”Ringrazio l’Arma dei Carabinieri che mi ha dato la possibilità di ricevere questa bellissima targa, il coronamento di tanti anni di lavoro dove l’Arma è stata vicina ai commercianti” ha detto Disanto ”e il risultato che abbiamo ottenuto lo dobbiamo soprattutto al coraggio dei commercianti che hanno denunciato decine e decine di camorristi, all’associazione antiracket, alle istituzioni tra le quali il Comune e alla magistratura che ci è stata vicina coordinandoci in maniera ineccepibile”. A prendere la parola il Console generale degli Usa a Napoli Mary Avery: ”Il governo degli Usa è impegnato a fornire il proprio supporto all’Italia, alle forze dell’ordine e alla magistratura nella lotta al crimine organizzato. Siamo consapevoli che le amministrazioni locali necessitano di maggiore supporto perché sono in prima linea in questa lotta. Il Sud Italia in particolar modo ha offerto un contributo straordinario in questa lotta attraverso esempi di grandi uomini e donne e il riconoscimento di questa mattina ne è uno splendido esempio”. A portare un saluto anche il procuratore aggiunto alla Procura di Napoli Pier Paolo Filippelli impegnato in quegli anni sul versante vesuviano, Nino Daniele ex sindaco di Ercolano, Luigi Ferrucci presidente nazionale Fai, l’assessore regionale alla Legalità, Mario Morcone, il col. Pantalone Grimaldi, comandante del gruppo Carabinieri di Torre Annunziata Un secondo momento della mattinata è stato scandito dalla passeggiata antiracket tra i negozi al corso Resina: ”A Natale la criminalità organizzata era tra i negozi a chiedere il pizzo, adesso ci sono le istituzioni, i vertici della magistratura e delle forze dell’ordine, la politica sana” ha detto il sindaco ”Vogliamo raccontare ai nostri giovani che il passato di camorra è alle nostre spalle e il futuro di Ercolano sta nel turismo, nella cultura e nella legalità. E la giornata di oggi vuol essere di esempio per tutti perché uniti si sconfigge la malavita organizzata”. Agli esercenti i soci dell’Antiracket hanno ricordato il valore della denuncia, consegnando volantini con il numero di telefono della Fai (081 – 5519555) istituito per ricevere richieste di aiuto. “Vorrei esprimere il mio plauso all’iniziativa. La legalità per me è il primo parametro da cui partire per immaginare lo sviluppo socio-economico e culturale di un territorio. Ercolano sa bene che questa rappresenta la condizione sine qua non per sfruttare nel migliore dei modi la grande opportunità che arriverà dal PNRR” ha dichiarato Alessandro Di Ruocco, presidente dei Giovani Industriali di Napoli. (ANSA)

Metropolisweb.it

Agenzia Parlamentare

Tvcity.it

Lostrillone.tv

Torni ad Ercolano l’affresco rubato e restituito dal miliardario americano Steinhardt

“L’affresco di Ercolano che il miliardario statunitense Michael Steinhardt ha deciso di restituire, insieme a tantissimi altri oggetti di antichità rubati, deve ritornare nella nostra città. E’ l’appello che rivolgo al Presidente Mario Draghi e al Ministro della Cultura Dario Franceschini. Quell’opera appartiene alla nostra comunità, da Ercolano venne trafugata nel 1995 ed oggi dopo che la vicenda giudiziaria si è conclusa è giusto che torni all’ombra del Vesuvio per essere ammirato da tutti” – è quanto annuncia in una nota il sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto.

E’ di martedì 7 dicembre la notizia che 180 oggetti di antichità rubati a 11 Paesi per un valore di 70 milioni di dollari sono stati restituiti alle autorità da Michael Steinhardt, uno dei più grandi collezionisti d’arte antica del mondo. Il patteggiamento, dopo un’inchiesta pluriennale che ha coinvolto anche i Carabinieri, permetterà l’immediata restituzione dei beni confiscati che altrimenti sarebbero finiti sotto sequestro in attesa di processo.

“Tra i pezzi restituiti dall’uomo d’affari statunitense c’è anche un affresco che raffigura un giovane Ercole che strangola un serpente inviato da Era per ucciderlo, l’affresco risale al 50 d.C. e fu saccheggiato nel 1995 da una villa romana ed è emerso per la prima volta sul mercato internazionale il 10 novembre di quell’anno. Oggi ha un valore di 1 milione di dollari” – conclude Buonajuto.

Cosa porto con me dalla Leopolda 11

Cosa porto da questa Leopolda? I sorrisi, il ritrovarsi, la fiducia e la voglia di mettersi in gioco.

Porto con me la consapevolezza che questi tre giorni sono la risposta migliore a quella macchina del fango che ha cercato di travolgere Italia Viva.

La Leopolda è casa mia ci sono stato per 11 anni e sono consapevole che ci sarò anche l’anno prossimo, perché Italia Viva è casa mia, la casa dei riformisti è casa mia.

Perché io – e lo voglio dire ad alta voce – sono orgoglioso del governo dei Mille giorni, sono orgoglioso degli 80 euro in busta paga, solo orgoglioso della 14esima mensilità a 3,5 milioni di italiani, sono orgoglioso della legge sulle unioni civili, sono orgoglioso dei 978mila posti di lavoro con il Jobs act, sono orgoglioso del ruolo che aveva l’Italia nel mondo grazie a Matteo Renzi.

E sono sempre più convinto che il futuro del Mezzogiorno sta nel turismo, nella cultura, nella legalità, nel coraggio, nella voglia di studiare, l’unico vero ascensore sociale nel Mezzogiorno non è il reddito di cittadinanza, è l’istruzione, è la scuola.

Come giustamente ha detto Matteo Renzi chiudendo la Leopolda: “Se vedete il centro come un luogo di ambizioni personali allora non funzionerà mai, ma se lo immaginate come luogo dove si va per competere e per vincere, allora è dove si possono vincere le elezioni in Italia e nel resto del mondo”.

Il centro “è uno spazio politico che non sta nelle definizioni della vecchia politica, ma che è il luogo dove si vincono le elezioni in Europa e nel mondo”.

Quota 100 e Pa ne ho parlato ai microfoni di Agorà

Quota 100 per i comuni italiani è stato un problema reale. Ad esempio, nella città di Ercolano durante il mio primo mandato, sono andate in pensione quasi 200 unità e nell’ultimo anno, a causa di quota 100, sono andate in pensione 30 dipendenti.

Attualmente ho soltanto 4 dirigenti che gestiscono 15 servizi per ciascuno, in una città come Ercolano, che ha 55mila abitanti e prima della pandemia un milione e mezzo di turisti l’anno, abbiamo soltanto 28 dipendenti laureati: così non si può andare avanti!

Bene la riforma quota 102 e quota 104, ma è necessario che i 20 miliardi spesi per quota 100 vengano spesi per assumere i giovani.