Torni ad Ercolano l’affresco rubato e restituito dal miliardario americano Steinhardt

“L’affresco di Ercolano che il miliardario statunitense Michael Steinhardt ha deciso di restituire, insieme a tantissimi altri oggetti di antichità rubati, deve ritornare nella nostra città. E’ l’appello che rivolgo al Presidente Mario Draghi e al Ministro della Cultura Dario Franceschini. Quell’opera appartiene alla nostra comunità, da Ercolano venne trafugata nel 1995 ed oggi dopo che la vicenda giudiziaria si è conclusa è giusto che torni all’ombra del Vesuvio per essere ammirato da tutti” – è quanto annuncia in una nota il sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto.

E’ di martedì 7 dicembre la notizia che 180 oggetti di antichità rubati a 11 Paesi per un valore di 70 milioni di dollari sono stati restituiti alle autorità da Michael Steinhardt, uno dei più grandi collezionisti d’arte antica del mondo. Il patteggiamento, dopo un’inchiesta pluriennale che ha coinvolto anche i Carabinieri, permetterà l’immediata restituzione dei beni confiscati che altrimenti sarebbero finiti sotto sequestro in attesa di processo.

“Tra i pezzi restituiti dall’uomo d’affari statunitense c’è anche un affresco che raffigura un giovane Ercole che strangola un serpente inviato da Era per ucciderlo, l’affresco risale al 50 d.C. e fu saccheggiato nel 1995 da una villa romana ed è emerso per la prima volta sul mercato internazionale il 10 novembre di quell’anno. Oggi ha un valore di 1 milione di dollari” – conclude Buonajuto.

Cosa porto con me dalla Leopolda 11

Cosa porto da questa Leopolda? I sorrisi, il ritrovarsi, la fiducia e la voglia di mettersi in gioco.

Porto con me la consapevolezza che questi tre giorni sono la risposta migliore a quella macchina del fango che ha cercato di travolgere Italia Viva.

La Leopolda è casa mia ci sono stato per 11 anni e sono consapevole che ci sarò anche l’anno prossimo, perché Italia Viva è casa mia, la casa dei riformisti è casa mia.

Perché io – e lo voglio dire ad alta voce – sono orgoglioso del governo dei Mille giorni, sono orgoglioso degli 80 euro in busta paga, solo orgoglioso della 14esima mensilità a 3,5 milioni di italiani, sono orgoglioso della legge sulle unioni civili, sono orgoglioso dei 978mila posti di lavoro con il Jobs act, sono orgoglioso del ruolo che aveva l’Italia nel mondo grazie a Matteo Renzi.

E sono sempre più convinto che il futuro del Mezzogiorno sta nel turismo, nella cultura, nella legalità, nel coraggio, nella voglia di studiare, l’unico vero ascensore sociale nel Mezzogiorno non è il reddito di cittadinanza, è l’istruzione, è la scuola.

Come giustamente ha detto Matteo Renzi chiudendo la Leopolda: “Se vedete il centro come un luogo di ambizioni personali allora non funzionerà mai, ma se lo immaginate come luogo dove si va per competere e per vincere, allora è dove si possono vincere le elezioni in Italia e nel resto del mondo”.

Il centro “è uno spazio politico che non sta nelle definizioni della vecchia politica, ma che è il luogo dove si vincono le elezioni in Europa e nel mondo”.

Quota 100 e Pa ne ho parlato ai microfoni di Agorà

Quota 100 per i comuni italiani è stato un problema reale. Ad esempio, nella città di Ercolano durante il mio primo mandato, sono andate in pensione quasi 200 unità e nell’ultimo anno, a causa di quota 100, sono andate in pensione 30 dipendenti.

Attualmente ho soltanto 4 dirigenti che gestiscono 15 servizi per ciascuno, in una città come Ercolano, che ha 55mila abitanti e prima della pandemia un milione e mezzo di turisti l’anno, abbiamo soltanto 28 dipendenti laureati: così non si può andare avanti!

Bene la riforma quota 102 e quota 104, ma è necessario che i 20 miliardi spesi per quota 100 vengano spesi per assumere i giovani.